Abi Research è stata chiarissima: il 32% dei notebook venduti nel 2009 utilizza Gnu/Linux come unico sistema operativo. Dati che contraddicono quello che fino a qualche mese fa sembrava essere uno uno scenario tutto a favore di Windows, a detta di molti presente sul 96% degli UMPC venduti fino ad oggi. Invece è arrivata la bella sorpresa. Anzi, per il 2013, sempre Abi Research, ha azzardato una previsione davvero ottimistica: Gnu/Linux diventerà il sistema operativo più diffuso sui notebook, grazie al supporto garantito dalle maggiori distribuzioni per le sempre più utilizzate CPU ARM, caratteristica assente su Windows. Inoltre, l’ottimo lavoro svolto da Intel su Moblin e l’altrettanto (probabile) eccellente lavoro compiuto da Google su  Chromium OS e sull’ormai collaudato Android, potrebbero mettere KO i sistemi operativi Microsoft nel settore mobile.
E in ambito aziendale?
Tutto liscio come sempre, ci verrebbe a pensare. Tutt’altro.
Secondo quanto trapelato da un sondaggio fra i CIO (chief Information Officer) condotto e pubblicato da Silicon.com, l’universo Open Source pare richieda un pò di sacrifici economici delle aziende, sia a livello di personale che di infrastrutture IT per effettuare una migrazione completa da software proprietari. Purtroppo i costi legati alla migrazione da un tipo di software all’altro hanno di fatti praticamente annullato qualsiasi beneficio economico nel breve periodo.

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