Gli sviluppatori del client Twitter Trupial hanno recentemente annunciato di aver ripreso lo sviluppo della nuova versione 3 che includerà una nuova interfaccia grafica e altre interessanti novità

Turpial 3
Tra le tante applicazioni open source per Linux nate in questi anni troviamo anche diversi client Twitter alcuni davvero molto completi e funzionali.
Tra i più conosciuti troviamo Gwibber / Friends presente di default in molte distribuzioni Linux (compreso anche Ubuntu), Choqok client Twitter specifico per KDE e molti altri altri ancora come ad esempio Hotot, Gnome Feed Line, TweetDeck TWD, Birdie e il nuovo Corebird. Alcuni famosi client Twitter invece si sono un po smarriti in questi anni come ad esempio Pino e il buon vecchio Turpial progetto ormai “fermo” alla versione 1.6.9 dal 2011. A quanto pare il progetto Turpial sembra esser pronto a ritornare, a confermarlo è Wil Alvarez, fondatore del progetto, che ha annunciato di aver ripreso in mano il progetto rilasciando anche le prime immagini della futura versione 3 di Turpial .

Turpial 3 è un client Twitter completamente rivisitato con una nuova interfaccia grafica multi-colonna funzionalità presente nei più diffusi client Twitter e molto apprezzata dagli utenti.
Tra le novità confermate per il nuovo Turpial 3 troviamo il supporto multi-account che consentirà di accedere  / visualizzare più account in una sola finestra, introdotta inoltre la nuova opzione che ci consentirà di personalizzare la frequenza di aggiornamento, sarà possibile inoltre filtrare le ricerche per hashtag, parola, utente ecc.
E’ possibile seguire lo sviluppo del nuovo Turpial 3 dalla pagina dedicata in GitHub, volendo è possibile installare la nuova versione scaricandone i sorgenti ma durante i miei test su Arch Linux ho notato molti errori nella compilazione che mi hanno impedito di poter testare la nuova versione in fase di sviluppo.

Home Turpial

  • Gabriele Castagneti

    Chissà perché questo tipo di distro sono basate su Ubuntu.
    Partire da zero le renderebbe solo più leggere. O no?

    • Cesare Puliatti

      è una “distro” riscritta da zero per far girare XBMC da solo senza praticamente nient’altro e occupa più o meno 100MB una installazione completa. Inoltre si avvia in circa 20-30 sec massimo… più leggera di così

      • Gabriele Castagneti

        Ok, hai ragione, non era il caso di questa. Ma fatto sta che molte distro si basano su Ubuntu (penso a Linux Mint, che tanto spopola). Come mai non iniziare da una base a un livello un po’ più basso (Debian) oppure partire da zero?

        • Cesare Puliatti

           Si è vero, hai ragione. Linux Mint l’ho provata, non va male ma sinceramente è troppo pesante e c’è troppa roba che, almeno per l’uso che ne faccio io, risulta inutile.

          Ora sto usando Ubuntu 12.04 con Gnome Shell partendo da una NetInstall e su un vecchio Pentium3 c’è su debian sempre partendo da NetInstall.

  • Cesare Puliatti

    L’ultima parte dell’articolo non è proprio corretta.

    Non è che si crea una chiavetta persistente, ma bensì una chiavetta che fa da installer da cui si potrà scegliere dove installare OpenELEC, che sia su HDD o su Pen Drive.

  • Tomoms

    spero che venga incluso nei repo di debian.

  • Ocelot

    Dai un’occhiata anche ad Hotot. E’ davvero stupendo, c’è sia in GTK che in Qt.