Microsoft e la battaglia contro la pirateria! tra i link da censurare l’azienda di Redmond ha inserito anche quelli dedicati al download di OpenOffice suite per l’ufficio open source. Errore oppure volontà di rimuovere soluzioni libere valide alternative a Microsoft Office?

I motori di ricerca facilitano la diffusione si software, video, brani musicali ecc “pirata” facendo si che l’utente possa accedere / conoscere nuovi siti, forum ecc che inseriscono link, file torrent ecc di file prottetti da copyright. Per questo motivo Google, Microsoft, Yahoo! ecc stanno cercando di rimuovere tutti i link di portali che contengono link grazie anche alla segnalazione di aziende e semplici utenti.
Ogni settimana milioni di titolari di copyright DMCA  inviano avvisi a Google nella speranza di rendere i contenuti pirata sempre più difficili da trovare. Microsoft è una delle aziende che quotidianamente invia segnalazioni a Google di siti che contengono copie copie di Windows, MS Office cosi da farli rimuoverli dal motore di ricerca più utilizzato al mondo, ultimamente però i link segnalati riguardano anche software liberti.

La lista dei siti e link pirata segnalati da Microsoft a Google è disponibile nel portale DMCA (Copyright) Complaint to Google, tra i link segnalati da Microsoft troviamo anche quelli dedicati al download di Apache OpenOffice suite per l’ufficio open source la cui licenza consente il download, condivisione e modifica da parte di qualsiasi utenti.
Microsoft ha segnalato quindi a Google la rimozione dal motore di ricerca dei link per scaricare un software libero, il cui download è legale.

Molto probabilmente è un’errore, anche se OpenOffice e LibreOffice sono suite per l’ufficio open source sempre più utilizzate da normali utenti che aziende ed enti pubblici arrecando quindi un danno economico a “mamma” Microsoft.
Errore? oppure l’inizio di una guerra contro LibreOffice e OpenOffice???

via – geek.com

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  • EliaBaragiola

    Da provare !

  • Stefano87

    Quando vedo queste cose mi spavento sempre di perdere le ripartizioni con Ubuntu e Windows7 installate sopra.
    E’ possibile installare questa terza ripartizione con Chrome OS senza perdere le altre due? I passi sono proprio banali oppure bisogna smanettare un po’?
    Sono leggermente preoccupato da quando ho cancellato per sbaglio Ubuntu sovrascrivendolo con Jolicloud.

    • l’installar è ancora in fase sperimentale e nel mio caso ha piallato l’hd senza nemmeno installarla
      ti conviene utilizzarla solo con la pendriver finchè non viene introdotto un’installer decente

      • Stefano87

        Sull’uso della pendrive non ho problemi. Il mio dubbio principalmente va a vertere sulla conservazione degli altri due sistemi operativi. Vengono toccati in qualche modo o non c’è alcuna interferenza?

    • mikronimo

       Senza averlo visto non so che genere di installer ha; in linea di principio un multiboot si effettua sempre nella stessa maniera: si crea una partizione apposita (con gparted, per dirne uno) e dall’installer si indica quella come partizione dedicata; se poi questo os in particolare non prevede la possibilità di stabilire come e in quale partizione installare è un altro discorso; se e quando sarà possibile una simile funzionalità, il rischio di far danni non dovrebbe sussistere; al momento mi pare (senza applicazioni dedicate o installabili in locale), inutile esattamente come lo era prima.

  • Gio

    ma il senso di questo os quale sarebbe?

    • Millalino

       portare tutta l’acqua possibile al proprio mulino

      • Gio

        ahhh…

  • Gabriele Castagneti

    Chrome OS difficilmente sfonderà puntando tutto sul web.
    In più esistono pochissime API standard che consentano interoperabilità.
    Preferisco il progetto Boot to Gecko perché ha già più senso (i lettori di LFFL si scuseranno per il mio errore scrivendo l’articolo per questo blog su “Born to Gecko”… chiedo perdono!)

  • Brunowolf88

    ma se fai un android desktop non fai prima mia cara google? il nome l’hai… le app pure… la combinazione è fatta 🙂

  • Nazzareno B.

    Un bell’esercizio di stile ma nulla più. Forse un bel Android OS su PC sarebbe  la vera svolta desktop

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