La crisi e i tagli alla spesa pubblica possono essere di buon auspicio per portare l’utilizzo di software liberi open source (più brevemente Floss) nella pubblica amministazione.
Trento ha da poco varato una nuova legge e che impone l’utilizzo di software libero nei propri enti pubblici preparando già un piano per migrare dal software proprietario all’open source.
La stessa cosa successa nei giorni scorsi in Puglia dove è stata approvata una legge che obbliga l’uso di programmi liberi nella pubblicazione regionale.

Tutto questo porterà dei guadagni sopratutto nelle spese dato che il software libero è completamente gratuito la stessa cosa vale anche per gli aggiornamenti a versioni successive.

Un’esempio arriva dalla provincia di Bolzano la quale già da diversi anni è passata all’open source portando un notevole taglio delle spese. A scuola gli alunni utilizzano software libero creando perfino una distribuzione dedicata la quale può essere utilizzata anche a casa dagli alunni.
Tutto questo è un guadagno non solo per l’ente pubblico ma anche per genitori i quali non sono costretti a spender soldi per l’acquisto di software proprietario (o peggio ancora utilizzarlo piratato).

Vi posto un video sui guadagni che ha un comune come Bolzano grazie all’open source.

  • codebrainr

    Grazie per il video postato, grazie! Mi occupo di sviluppo software da 15 anni, e anche se lavoro su piattaforma Microsoft prevalentemente, da almeno 3 ho cominciato ad usare solo Ubuntu per l’uso non lavorativo, e poi ho cominciato ad usarlo anche a scopo lavorativo.

    Ho cominciato una battaglia personale per dimostrare che con il software libero si hanno le stesse potenzialità se non più, del software proprietario, ma già a cominciare dal posto di lavoro, è una dura battaglia, in quanto si pongono dinnanzi sempre le stesse scuse, come è detto perfettamente nel video che avete condiviso..

    Penso che, compatibilimente con il mio lavoro, anche io sul mio blog vorrò cominciare un lavoro di sharing di conoscenze e informazione sull’open source e simili.
    A presto

  • Matteo Seclì

    Era ora ragazzi!
    Forse questo è il primo passo verso l’apertura ad una nuova ottica di gestione dei soldi pubblici e di valorizzazzione dell’opensource!
    Risparmieranno su sistema operativo, licenza antivirus, licenza office, per non parlare di tutti i software professionali che usano per la gestione degli archivi o per la modulistica!
    Il mondo opensource consente di fare tutto questo a costo 0!!!
    Solo nel campo del software musicale è un po’ carente (ad esempio di programmi come Finale i musicisti non possono farne a meno), ma gli sviluppi recenti vanno nella giusta direzione!!!
    Forza così!!!

    • Stoccafisso

      ma è vero anche che nei ministeri, pubbliche amministrazioni ecc…, non dovrebbero scrivere di musica… ma fare altro (oltre che stare su facebook a fare i giochini)

      • Matteo Seclì

        Si si, ci mancherebbe! La mia era solo un’osservazione sul software libero in generale, a prescindere dal fatto che debba essere utilizzato nella pubblica amministrazione o meno…
        Anche se bisogna pur considerare che come ci sono le scuole “normali” che hanno bisogno di un semplice pacchetto office, ci sono i licei musicali che hanno bisogno di specifici software di notazione, o istituti tecnici o licei che hanno bisogno di software computazionali di alto livello…
        Per fare un esempio, geogebra è perfetto come sostituto di cabri, ma programmi come mathematica (dai 300 € per gli studenti in su) non hanno – e mi dispiace dirlo – rivali all’altezza nel mondo del software libero, anche se ci sono progetti che ultimamente stanno dando degli ottimi risultati e sui quali – spero – potremo fare affidamento in un futuro abbastanza prossimo…

        • Stoccafisso

          hai ragione.. ti quoto. grazie

          • Speriamo che questa legge porti bene. In Puglia qualcosa si è mosso, qui sembra che abbiamo difficoltà persino ad avere rinnovati i progetti. Mi approfitto per pubblicizzare una distro open source per la didattica promossa a Trento chiaramente open source http://wiildos.wikispaces.com

  • linuxfunboy

    di certo non risolve TUTTI i problemi dell’Italia…però da qualche parte tocca pur cominciare !

  • Stoccafisso

    “A scuola gli alunni utilizzano software libero creando perfino una distribuzione dedicata”
    e non poco, migliora la qualità delle loro competenze. 
    forza monti OBBLIGA TUTTE LE REGIONI D’ITALIA e vedrai quanti soldi risparmiamo.. è sempre la SOMMA che fa il TOTALE 

    • Tony Pisapia

       Se una cosa del genere mai avverrà, di certo non sarà per merito di monti (la minuscola è d’obbligo).

      • Stoccafisso

        se non sarà per monti, dubito possano farlo i politici, che su tutto ciò che è spesa pubblica ci marciano e ci lucrano, ed ad oggi non hanno mai smesso.

  • Simone Berto

    La domanda principale che ognuno di noi deve farsi è questa:
    “a che cosa mi serve il computer/PC/notebook”, o meglio che uso ne faccio?
    Bene la risposta per almeno il 90% di noi è:
    “usufruire della RETE, broswer, mail, social network; utilizzare un software per l’ufficio, giocarci”
    Per fare tutto ciò in sicurezza e senza pagare alcuna licenza basta solo usare un OS open source.
    Personalmente io uso Linux dal 2000, ho provato moltissime distribuzioni diverse apprezzandone la diversità e la specificità di ognuna, non ho più avuto a che fare con Virus e similari.
    Da tener presente che uso parallelamente anche windows (regolarmente licenziato), anche se saltuariamente, solo per alcune (pochissime) applicazioni che non sono (ancora) disponibili su Linux.
    Infine, mio figlio di 8 anni, usa regolarmente il PC con Linux Mint; non avendo visto windows per lui il computer è normale con l’interfaccia (ovvero DE) del mio amato KDE 4.x

    Mi chiedo solo QUANDO la pubblica amministrazione e le aziende di stato cominceranno la migrazione.

    A quelli che affermano che il software libero costa molto di più per la manutenzione, rispondo che si tratta di pura propaganda.

    Ricordo inoltre che molti uffici pubblici e banche già utilizzano interfacce WEB per connettersi ai loro gestionali, motivo in più per cui non serve loro una “macchina” con windows a bordo per espletare il loro lavoro.

No more articles