Google ha presentato i nuovi Nexus 5X e 6P, Caratteristiche e prezzi in Italia.

Google Nexus 5X e 6P
L’attesa è finita, ecco finalmente i nuovi Nexus 5X e 6P, smartphone e phablet targati Google con preinstallato il nuovo Android 6.0 Marshmallow che saranno presto disponibili anche sul mercato italiano.
Il nuovo Nexus 5X è uno smartphone, prodotto in collaborazione con LG, con display da 5.2 pollici FHD e dotato di una fotocamera posteriore da 12.3 MP e una frontale da 5MP. Google Nexus 6P è un phablet realizzato in collaborazione con Huawei dotato di display da 5,7 pollici WQHD e fotocamera posteriore da 12.3 MP e una anteriore da 8MP. Tutti e due i device dispongono di un sensore per le impronte digitali, che possiamo utilizzare per sbloccare lo schermo oppure per effettuare pagamenti o per l’autenticazione all’interno di Google Play o applicazioni che richiedono la nostra autorizzazione per effettuare alcune operazioni. Da notare anche la presenza del nuovo connettore singolo USB di tipo C.

Le principali caratteristiche di Google Nexus 5X:

display: 5,2 pollici IPS con risoluzione FHD da 1920 x 1080 / 423 ppi con Vetro protettivo Gorilla Glass 3
processore: Qualcomm Snapdragon 808 da 1,8 GHz a 64-bit
scheda grafica: Adreno 418
ram: 2 GB
storage: 16 GB o 32 GB
fotocamera: posteriore da 12 MP con messa a fuoco automatica, laser IR e dual flash, anteriore da 5 Mp
connettività: LTE cat.6, Wi-Fi 802.11a/b/g/n/ac 2×2 MIMO, dual-band (2,4 GHz, 5,0 GHz), Bluetooth 4.2
sensori: sensore di impronte digitali, sensore di luminosità, sensore di prossimità, accelerometro, eCompass, giroscopio, sensore Hall e android Sensor Hub
gps: GPS e AGPS
dimensioni: 147,0 x 72,6 x 7,9 mm
peso: 136 g
batteria: litio da 2700 mAh
sistema operativo: Android 6.0 Marshmallow

Le principali caratteristiche di Google Nexus 6P:

display: 5,7 pollici AMOLED con risoluzione WQHD da 2560 x 1440 pixel a 518 ppi con Vetro protettivo Gorilla Glass 4
processore: Qualcomm Snapdragon 810 da 2,0 GHz a 64-bit
scheda grafica: Adreno 430
ram: 3 GB
storage: 32 GB, 64 GB o 128 GB
fotocamera: posteriore da 12 MP con messa a fuoco automatica, laser IR e dual flash, anteriore da 8 Mp
connettività: LTE cat. 6, Wi-Fi 802.11a/b/g/n/ac 2×2 MIMO, dual-band (2,4 GHz, 5,0 GHz), Bluetooth 4.2
sensori: sensore di impronte digitali, sensore di luminosità, sensore di prossimità, accelerometro, eCompass, giroscopio, sensore Hall e android Sensor Hub
gps: GPS e AGPS
dimensioni: 159,3 X 77,8 X 7,3 mm
peso: 178 g
batteria: litio da 3450 mAh
sistema operativo: Android 6.0 Marshmallow

Google Nexus 5X e 6P saranno presto disponibili anche in Italia direttamente da Google Store a partire da 479 Euro per il 5X e 699 Euro per il 6P.

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  • Simone Dedo

    Ringrazio Ferra, per aver pubblicato l’articolo da me segnalato. Da questo articolo si capisce molto bene chi è che sta facendo davvero qualcosa ASSUMENDO persone competenti per sviluppare dispositivi e software basati e nativi Linux e non una raccolta fondi.

    Inoltre ricordo che le applicazioni su tizen vengono sviluppate perlopiù in HTML5 che è un altro standard aperto e non usa un linguaggio pesante e penoso come Java. E’ stato pubblicato anche un video di come Tizen è stato installato su un ultrabook Intel con Ivy Bridge dove faceva girare Steam e tutte le applicazioni native Linux e Android. Viene anche messo in mostra Team Fortress 2 e su come sia stato fluido.

    Citando: “server grafico Wayland, GStreamer, FFmpeg, Cairo, UBoot, Xen, Hadoop, Lighttpd” Cassandra non lo conosco, ma QUESTI sono Standard da supportare e non le cagate partorite da Canonical come Unity e Mir.

    Astenetevi dal dirmi: “eh ma Canonical non è mica come Samsung, ha molti più fondi”.

    Perchè non solo ha più soldi ma ha anche più cervello, soprattutto perchè Samsung, prima di diventare quello che è ora, ha fatto piccoli passi, come tutte le aziende. Il fatto è che chi fa piccoli buoni passi, va avanti, chi invece fa cagate pazzesche, sprofonda nelle sue stesse feci.

    Questo articolo va ulteriormente a testimoniare la mia teoria: bisogna stringere la mano a Intel e Samsung per il bene comune e per Linux stesso.

    • UbuntuWillRule

      Ferra e’ un assiduo lettore di Phoronix. Anzi, scopiazza un po’ dappertutto a dire il vero ed a volte scopiazza pure male. Avevo gia’ letto sta notizia 2 giorni fa, proprio sul sito da me citato.

    • TopoRuggente

      Samsung e Intel hanno attinto a piene mani dal mondo Open Source, ormai hanno imparato come gestire il mutuo vantaggio.

  • heron

    questa è una notizia meravigliosa per il mondo linux, ma non vorrei che la vera intenzione sia di controllarne lo sviluppo e non solo di favorirlo

    • Simone Dedo

      Persone competenti di questo sistema verranno pagati per sostenerlo e questo è bene per loro, inoltre indirettamente ne beneficeranno tutti visto che sono standard aperti.

      E’ chiaro che in qualche modo le multinazionali vorranno sempre mantenere la loro buona fetta, ma con tecnologie aperte, il loro controllo non è totale.

  • Alessandro Giannini

    D’accordo che Samsung vuole mettere parecchia carne al fuoco, ma 20.000 sviluppatori mi sembrano davvero tanti…

    • Simone Dedo

      Mica hanno in mente di sviluppare il prossimo Unity, c’è una moltitudine di progetti a cui collaboreranno e non solo economicamente, ma con manovalanza che è la cosa più importante.

      • UbuntuWillRule

        Certo, me li immagino i prossimi dipendenti Samsung spostare dei sacchi di riso per fare un po’ di manovalanza!

  • Marco Baroncini

    La scelta di Samsung è oltremodo strategica: foraggiare lo sviluppo del kernel per garantirsi una posizione di rilievo all’interno di diversi progetti cruciali. Sicuramente nel breve periodo il mondo Linux ne beneficerà, ma nel lungo cosa potrebbe accadere? Essendo questa incredibile forza lavoro al soldo di Samsung, questa risponderà solamente a Samsung, non alla comunità. Basti pensare al rapporto tra Mozzilla e Google: a causa dell’incertezza della seconda, la prima ha seriamente rischiato di dover affrontare gravi difficoltà economiche e strutturali. Qualsiasi dipendenza, indotta o meno, è dannosa per qualsiasi progetto che fa dell’indipendenza lo stendardo di battaglia.

    Samsung è ovviamente interessata a sfruttare le tecnologie che è pronta a “foraggiare” di programmatori: con quali scopi e con quali modalità nessuno lo sa. E 20.000 persone (ma anche 1.000 o 200) sono un numero sufficientemente alto da garantire un buon controllo dei processi di sviluppo. Non è da escludere che in futuro altre aziende molto interessate nello sviluppo di Linux (come Google, LG, nVidia e compagnia andante) compiano gesti simili, nella volontà di accaparrarsi quanta più forza decisionale possibile. Sinceramente temo che la comunità possa diventare una sorta di tiro alla fune, dove interessi diversi vengono privilegiati o meno in base al peso che una singola entità ha nello sviluppo. Se non vengono stabilite regole severe alla partecipazione di questi colossi, l’open-source potrebbe finire ad essere solamente un mezzo di distribuzione del prodotto e non più una filosofia di sviluppo.

    • giulio

      ora come ora sono redhat e suse a portare avanti linux, cioè quelli che ci mettono il grano pur non monopolizzando tutto. i casi sono due, o si accetta il contributo (potente) di chi cerca vantaggi economici oppure si batte le mani alla banda canonical, che non contribuiscono in nulla con una riga di codice e poi, scopiazzando a destra e a manca e prendendo a piene mani ovunque, si fanno le loro minchiate come unity e compagnia cantante e se le chiudono in copyright.. coi loro penosi 300 sfigati di pseudosviluppatori.. dipende cosa si vuole..

      • Marco Baroncini

        Non necessariamente. Come dicevo, bastano delle regole. Ogni progetto, o almeno quelli di portata maggiore, si dovrebbero dotare di una sorta di “comitato” (passami il termine) che stabilisca le linee di sviluppo del progetto medesimo. Chiunque ne voglia far parte, singolo o Samsung che sia, deve rispettarle o dedicarsi ad un fork. Per fare un esempio, se la comunità Gimp si sta dedicando alla quadricromia e, nel frattempo, arrivano 150 sviluppatori Samsung che iniziano a premere per introdurre nel software strumenti di video editing, è giusto che esistano delle persone che dicano “cari sviluppatori, fatevi il vostro fork perché le priorità al momento sono altre, oppure dateci una mano ora ed in seguito vediamo se può interessare”. Ora, io te la sto semplificando all’inverosimile, ovviamente andrebbero stabilite norme che possano creare equilibrio tra le necessità della comunità e le necessità del privato che investe. Il concetto, però, ritengo debba essere preso in considerazione, pena la fine del tanto acclamato open-source per come lo conosciamo oggi.

    • Simone Dedo

      Condivido buona parte del tuo intervento. Ora è normale che Samsung non gliene importi nulla della filosofia di sviluppo, perchè come azienda deve concretizzare quello che produce, altrimenti vende fumo, ma il fatto è che qui non si parla più di sistemi proprietari che solo loro maneggiano e tecnologie che sono esclusive dei rispettivi marchi e di questo è solo un bene per tutti.

      Immaginiamo un web senza Adobe flash ad esempio, oppure senza un codice proprietario per i video come H.264.

      Se i colossi del settore aderiscono a standard aperti come HTML5 o WebM non ne gioveremmo tutti noi? Secondo il mio punto di vista sì, però, se vogliamo che sia così, dobbiamo dimostrare con fior di quattrini che aderiamo a questa scelta.

    • pntk

      si ma la natura open source rende comunque il SW libero… 20000 della samsung possono modificare tutto il codiche che vogliono e fare il “loro” kernel ma tutti potranno andare a pescare le loro aggiunte… nn c’è bisogno di regole perchè la regola base dell’open source protegge già il SW… spero/credo!

      • Marco Baroncini

        Come giustamente dici, si possono pescare aggiunte, ma cosa accadrebbe se “questi” modificassero profondamente il codice (e di conseguenza le funzionalità) del software? Tanto loro sono in 100 dietro quel progetto (sparo un numero a caso), gli sviluppatori indipendenti 20…

  • -.-

    il numerodi canonical/unity haters richiamati da questo post è veramente impressionante. Peccato che poi siano tutti pronti a usare android (magari su device samsung) che è praticamente un’estensione della NSA. Ironico…

  • gregoryhouse

    Samsung che pensa solo a far quattrini, è buona e giusta.

    Canonical che vuole fare soldi con Linux no…deve essere odiata sempre.

    Boh

    • michele casari

      La differenza è che samsunn contribuisce, canonical no, o meglio rilscia i sorgenti ma per software che usa solo lei (unity ne è un esempio).
      Non interagisce con lo sviluppo di software che prende altrove se non per patcharlo per uso interno (esempio compiz).

      • gregoryhouse

        Non mi pare che Samsung faccia molto per Android, eppure non è odiata perché fa soldi con Android mettendo solo il Launcher.

        ripeto boh, non capisco l’odio verso Canonical da parte dei paladini dell’Open.

        • michele casari

          android è linux

        • TopoRuggente

          Ovvio sta sviluppando Tizen insieme a Intel.

          Ti hanno tolto ieri dall’ibernazione?

          • michele casari

            magari, con sto caldo.
            Cosa non ti piace di “android è linux”? Dalla versione 3 e qualcosa del kernel linux, le patch di android finiscono direttamente nel kernel ufficiale.

          • gregoryhouse

            Tizen che??? ahahahaahhahahaahhahhah

        • il contributo è completamente diverso, mentre la samsung contribuisce allo sviluppo del kernel (cosa che fa anche per 20% del kernel la microsoft….) ubuntu prende il kernel e lo usa e basta (il kernel team di ubuntu fa solo backport dei fix per adattargli al loro kernel…). cosa che non fa ne rh ne fedora. Quindi uno contriguisce (per poi averne un profitto) l’altro usa e basta… senza dare una mano

      • Quello_dei_discorsi_iperlunghi

        Parzialmente vero.

        Perché Unity è stata rilasciata con una licenza libera, è stata integrata nei repositories di alcune distribuzioni, salvo poi eliminare il supporto (direi anche a ragione, poiché evidentemente non veniva usato dagli utenti, e quindi non aveva senso sprecare risorse a pachettizzarlo e patcharlo).

        Perché Canonical ha scritto Upstart, che è stato usato in passato da Fedora, WebOS e da altri progetti basati su Linux, come Maemo, ed è tuttora usato da RedHat e anche ChromeOS. (su en.wikipedia trovi le fonti).

        Ubuntu inoltre contribuisce ai bugfix per Debian. E’ chiaro che abbia preso la decisione perché si Ubuntu si basa su Debian Sid, ma poteva tranquillamente decidere di non farlo e limitarsi a farlo per sé. Posso assicurare che non avrebbe violato alcuna licenza Open Source.

        Inoltre risulta essere la base per distribuzioni quali Linux Mint, ritenuta da alcuni essere “Ubuntu purificata” (piccola digressione: anche loro hanno creato un proprio DE, ma loro hanno espressamente detto che lo curano per i propri interessi, e che non è loro intenzione allargare il supporto a quelle distro che lo usavano – vedi caso CinnArch e le incompatibilità con le nuove GTK. Il messaggio che hanno dato era inequivocabilmente un “arrangiatevi”. Sia chiaro che non biasimo di certo questo comportamento).

        Dicevo: Mint si basa su Ubuntu. Chiaro che se non esistesse Ubuntu, avrebbero potuto basarsi su qualcosa di diverso, ma a quanto pare Ubuntu concilia bene con i loro scopi. So anche che esiste una Debian Edition: senza dire “vedi paragrafo precedente”, riporto le seguenti parole dal loro sito: “LMDE requires a deeper knowledge and experience with Linux, dpkg and APT. Debian is a less user-friendly/desktop-ready base than Ubuntu. Expect some rough edges.” Cosa che non va completamente a genio con l’obiettivo di essere “both powerful and easy to use.”

        Evidentemente Ubuntu è la migliore distro per i loro scopi, e ciò permette loro di risparmiare risorse (che probabilmente non hanno), umane ed economiche, per supportare dei repository con decine di migliaia di pacchetti.

        Leggevo su qualche blog (ma non ho verificato le fonti) che gli sviluppatori di Kubuntu che si preoccupano di creare patch per KDE, preferiscono, qualora sia possibile, inserire i bugfix direttamente nel codice sorgente di KDE, piuttosto che integrarli esclusivamente sul loro progetto, in modo da contribuire al miglioramento del codice.

        Non solo. Un giorno ero su KDE-apps alla ricerca di una applicazione che mi serviva, e mi sono imbattuto in un gestore delle notifiche alternativo, scritto da uno sviluppatore Canonical, il quale spiegava che il suo progetto nasceva dal codice scritto per il progetto Ayatana, integrato poi nel codice di KDE 4.5.0.

        Risulta inoltre che Canonical, oltre a contribuire ad Ubuntu, è sponsor della GNOME Foundation, e altre fondazioni che puoi vedere sul loro sito (su KDE ho i miei dubbi però, in quanto sul sito di quest’ultimo risultano esserci solo BlueSystems, Google e SUSE).

        Senza contare LaunchPad che, per quanto si tratti di un duplicato di GitHub, offre, opinione personale, un servizio più comodo ed efficiente, con annessi progetti per facilitare lo sviluppo del software e la collaborazione tra devs.

        Launchpad inoltre permette la creazione di repositories “privati”. Per “privati” intendo quei repos creati dai vari blog per offrire le versioni di alcune applicazioni aggiornate, o del kernel (anche patchati), senza che gli utenti debbano pronunciare imprecazioni contro i santi per capire come si faccia. Lffl stesso ha i suoi repositories su LaunchPad.

        Con tutte queste parole voglio dire che, pur non essendo sicuro in senso assoluto della quantità del contributo di Canonical, mi pare che non sia proprio così “scroccona”. Anzi.

        Mi pare riduttivo quantificare il contributo di una azienda o di una fondazione esclusivamente in base al lavoro fatto sul Kernel. Sarà pure il componente fondamentale che ha dato origine a tutto, ma se non vi fosse nessuno che contribuisce negli altri progetti, che poi definiscono quello che è l’ecosistema GNU, staremmo ad usare Linux dalla riga di commando.

        Ecco, molte volte ci dimentichiamo di considerare che non parliamo di Linux, ma di GNU/Linux. E che, senza GNU, il Kernel Linux non sarebbe poi così utile a noi. E viceversa.

        E ad essere onesti, se usassimo i criteri con cui si valuta solitamente Ubuntu per valutare altri progetti come Linux Mint, per il quale progetto nutro moltissimo rispetto, il quadro sarebbe ancora più impietoso.

        Ognuno contribuisce per quello che ritiene più importante. Ubuntu ritiene più importante lo sviluppo delle interfacce e contribuisce ad arricchire le possibilità di scelta. Senza dimenticarci che, se non vado errato, Ubuntu è tuttora un progetto finanziariamente in perdita, dovremmo comunque apprezzare lo sforzo che ha fatto per provare a migliorare un ecosistema che aveva ancora potenzialità inespresse.

        • michele casari

          Grazie per la ‘guida’ chiara ed esaustiva.
          Son sempre dell’idea che potrebbe far di più (Canonical). Quanto meno ora guarderò con meno astio all’azienda. La comunity, tra le migliori, l’ho sempre apprezzata.

        • pntk

          e comunque ha già un bel po da badare alla sua distro, da cui, cosa che molti si scordano, derivano duecentomila derivate!

  • Edoardo

    È ovvio che Samsung lo fa per immagine e tornaconto personale, ma dato che lo fa, perchè non approfittarne invece di stare tanto a lamentarsi?

  • simone

    Per me la cosa è molto più semplice. Se uno non danneggia allora non fa neanche male.
    Quindi per me ben venga Samsung, Intel e Canonical.
    Chiunque abbia idee le sforni.

  • Dario · 753 a.C. .

    Sì e poi samsung è quella che se installi linux su un loro notebook o se rooti il cellulare non ti riconosce più la garanzia.. Bella coerenza..
    Hp perlomeno mi accetta la garanzia anche se installo una distro linux sul notebook

    • TopoRuggente

      Ho un notebook samsung e assolutamente non ha avuto problemi a sostituirlo anche se io avevo rimosso (mai installato) windows e installato Arch Linux

      • Dario · 753 a.C. .

        Io tramite esperienze di amici sapevo il contrario, perciò ho preferito hp

  • Biłda Mariusz

    Per legge se non sbaglio, non è il software che installi a farti riconoscere o meno la garanzia..

  • enrico t.

    sarebbe incredibile se fossero 2000 programmatori, ma 20.000 mi sembra un’enormità… 20.000 vuol dire che se ciascuno dei programmatori scrive 10 righe, linux diventa windows 🙂

    • Maudit

      cioé diventa un colabrodo?

      • pntk

        mwahahahaha mi hai piegato XD

    • richard77

      Solo il kernel ha 16 milioni di righe di codice, secondo una stima dell’UE, lo sviluppo del kernel da zero costerebbe circa 2,2 miliardi di Euro.

  • enrico tognoni

    Microsoft tenta di invadere il mercato dell’hardware mobile, con un software proprietario, la risposta di Samsung è legare il proprio prodotto con un software che sia competitivo, migliore, rodato e sicuro, android è stata acquistata da google, che potrebbe seguire la stessa filosofia di aggressione di microsoft circa l’hardware, forse Samsung sta semplicemente cercando di ancorare il proprio business svincolandosi dai due big, oppure, oppure è un bluff 🙂 sta cercando di ottenere una posizione migliore sul tavolo delle trattative. Il tutto tenendo conto che imporre un proprio software significa mettere le basi per entrare in un altro grande settore che è quello delle vendite via web. Considerati i miliardi di dollari che ballano in questo settore del mercato, e la necessità di stare al passo con le altre aziende la mossa di Samsung sembra lungimirante, se non è fumo negli occhi, per vantaggi a breve termine.

  • Crayon

    “Samsung currently hire around 20,000 software developers who work based on open source components with plans to add more workers to its impressive workforce.” Sembra che 20,000 siano quelli che già lavorano su componenti open source.

    • Gancio

      Grazie per aver pubblicato questo commento, io ho provato due volte a segnalare questa cosa ma il sistema di moderazione sembra non gradire 🙂

      È una “notizia” vecchia di due mesi, all’epoca la Samsung disse alla conferenza della Linux Foundation che ha già (non che li vuole assumere) 20000 sviluppatori, adesso, dopo due mesi, non si sa perché si sta diffondendo la voce che ci sono 20000 posti di lavoro disponibili. Magia del telefono senza fili, oppure del pubblicare articoli senza degnarsi di indagare un po’ di più sulla notizia.

      • Simone Dedo

        Se li ha già, vuol dire che li ha assunti no?

        • Gancio

          Appunto, non che ci sono, udite udite, 20000 posti di lavori liberi. Sei in grado di comprendere la differenza, soprattutto di questi tempi? Il post riporta una notizia falsa, a partire dal titolo fino alla frase in evidenza
          «Samsung ha indicato di voler assumere ben 20.000 nuovi sviluppatori»

          • Simone Dedo

            A prescindere che Samsung potrebbe permetterselo senza battere ciglio, scopri dov’è la verità allora perchè dire che prima erano scoperti 20.000 posti di lavoro e ora non più per me non fa differenza perchè comunque li ha assunti, oppure probabilmente non riesco a capire io dove vuoi andare a parare.

          • Gancio

            Tu stai incensando Samsung per l’impegno nel software libero, tanto piacere, io sto dicendo che la notizia qui riportata è sbagliata e mi hai pure dato ragione. Parliamo di cose diverse se non ti fosse chiaro.

            Forse Phoronix per primo si è inventato questa storia dei ventimila nuovi posti di lavoro mal interpretando una dichiarazione di un paio di mesi fa e tutti quanti a ricopiarlo senza porsi il dubbio se sia un numero credibile. Infatti non lo è.

          • Simone Dedo

            Su questo sito però, il numero è sempre 20.000: http://www.tizenexperts.com /2013/07/linux-sponsors-shift-samsung-tops-list/

          • Crayon

            La differenza è che la notizia dice “Samsung ha indicato di voler assumere ben 20.000 nuovi sviluppatori” mentre in realtà Samsung non ha dichiarato nulla del genere, la notizia è stata travisata da phoronix e riportata qui. Samsun ha 20.000 sviluppatori che lavorano nell’ambito di progetti open source e pianifica di assumerne altri, ma non 20000 🙂 Il numero era talmente spropositato che per curiosità sono andato a verificarlo, comunque complimenti per il blog che seguo già da parecchio tempo 🙂

  • Davide

    Occhio all’errore nel titolo…

  • alex

    Assolutamente TROPPO cari…
    In compenso sono molto interessanti le due nuove chromecast, ma io ero già soddisfatto della prima versione 🙂

    • mikronimo

      Infatti… ma offrono qualcosa in più per meno soldi di un Samsung top di gamma; questo se uno proprio deve comprare uno smartphone dei soliti noti; altrimenti per ancora meno soldi si trovano i “soliti” marchi sconosciuti cinesi che offrono realmente il top della tecnologia attuale per il costo di un prodotto di fascia media famoso, con tanto di graranzia italiana… ormai è chiaro che il mondo android è diviso in due catagorie: quelli famosi che costano un botto e sono dotati di tecnologie di un’anno circa e quelli “sconosciuti” con il meglio possibile, più economici; sta a noi fare le scelte…

      • muradreis

        Non è solo una questione hardware, magari fosse così semplice. Compreremmo tutti smartphone cinesi senza il minimo dubbio.
        Gli “sconosciuti” in campo android sono 9 volte su 10 ottimizzati da far pena e con la certezza di zero aggiornamenti, bugfix e sicurezza vari compresi.
        Io proporrei un’altra categoria, gli “intermedi”, con una buona ottimizzazione software, aggiornamenti decorosi e prestazioni decenti (Motorola e Lg in primis)

        • Brau

          Beh, tra gli intermedi puoi piazzarci anche i Meizu, che sono relegati tra gli “sconosciuti” (se pensi che gli unici Android “conosciuti”=”quelli che ti vendono nei centri commerciali” sono i Samsung, puoi capire come stiamo messi male), ma in genere, se vuoi assicurati che il tuo smartphone abbia una vita lunga, basta che abbiano uno Snapdragon qualsiasi, il resto lo fa XDA 😉

          • muradreis

            Cercavo di limitarmi ai supporti “ufficiali”, nonché i marchi venduti ufficialmente. Se ci mettiamo dentro xda vien fuori mezzo mondo, senza contare che ormai anche lì la tendenza è abbandonare i terminali anche di pochi anni (con rare eccezioni), perché se devi mettere un android aosp alla fine con le nuove versioni avrai a che fare con API sempre diverse e l’hardware diventa sempre più vecchio prima ed inadeguato.. rispetto ai bei tempi di un Gnexus, per fare un esempio. Basta dare un’occhiata ai terminali supportati ufficialmente da Cyanogen
            Nei centri commerciali ormai trovi un pò di tutto.. perfino i Wiko. La sola differenza sta negli accessori e la loro quantità. E’ lì che Samsung (e Apple) fanno la differenza: trovi di tutto, ovunque

          • alex

            Gli accessori sono l’unica cosa che ho sempre invidiato agli iphone. Samsung ne ha tanti solo perchè se li fa da sola per competere con Apple 😀
            Fortuna che grazie ad Amazon o ebay cover e simili si trovano per tutti!

            Di cinesi a parte Huawei che trovi nei negozi, prenderei solo Xiaomi o Meizu credo, almeno so che sono seri e non ti rifilano i soliti mediateck tutti uguali… però anche li bisogna stare attenti a prendere un dispositivo che vada effettivamente bene con le nostre reti (a volte sono simili ma non corrette, quindi non agganciano bene con tutti i gestori e non ovunque) e vedere chi lo vende perchè di solito la garanzia te la da lo store ma ad un prezzo più alto della semplice importazione, senza contare tasse doganali ecc…

          • mikronimo

            Il punto è che i mediatek vanno bene, ma se proprio uno non ne vuol sapere, stanno uscendo vari dispositivi con snapdragon e si trovano prove sia in siti di varia natura che su youtube; senza contare che tramite siti ampiamente nominati anche in questo blog, vengono venduti in Italia e con garanzia e assistenza italiana; se poi ci vogliamo fermare agli accessori come fatto per dirimere il tutto, bé, è un altro discorso, ma secondo me, il nocciolo della questione è: come va e quanto costa lo smartphone… il resto è questione di scelte personali.

          • alex

            non odio i mediatek, li conosco e li ho usati ma mai posseduti di persona, è solo che spesso sono stati usati sulle serie più economiche rimarchiate poi da mille ditte, quindi se non conosco veramente bene il modello specifico non mi fido e ci sto alla larga.

          • muradreis

            Uno smartphone è un sistema sempre più complesso e che viene utilizzato per fare sempre più cose. Pensa solo ai sensori biometrici e ai pagamenti tramite NFC. Dunque direi che gli accessori sono l’ultimo dei problemi. Tu ti fideresti a far passare i tuoi dati “vitali” attraverso un sistema che non aggiorna non dico le major version (anche lì ultimo dei problemi, se tutto funziona).. ma che non fa nemmeno i bugfixes? E non prendiamoci in giro.. i mille produttori di ottimo hardware “messo insieme a casaccio” e con zero ottimizzazione software.. non sanno neanche cosa siano gli aggiornamenti di sicurezza. Il punto è quello.

          • Brau

            Su xda vien fuori mezzo mondo solo per i dispositivi Snapdragon, perché, per gli altri, o non esistono driver (Mediatek), o sono fatti col c**o (Broadcom), se poi la versione di Android che vai su a montare funziona solo con hardare più performante quello è un altro discorso, ma la tendenza su xda è di portare un dispositivo al di là delle sue possibilità o finché esistono le sorgenti, o la versione di Android gira bene, o finché qualcuno ha voglia di svilupparci su…
            Per gli accessori, ci credo che di Samsung e iPhone hanno di tutto, hanno praticamente schiavizzato l’intero mercato smartphone, se non vendessero pure gli accessori, i loro clienti metterebbero in un giorno tutto a ferro e a fuoco…

    • SalvaJu29ro

      Troppo cari in Europa, purtroppo
      fuori dall’Europa sta 499, prezzo “onesto” per un top di gamma

      • alex

        Purtroppo da noi tra iva siae e tasse varie il prezzo lievita… in più con il nexus 5 hanno avuto una marea di sostituzioni anche per stupidate e probabilmente questa volta ne hanno tenuto conto nel prezzo.
        Comunque per ora sono a posto, lo smartphone nuovo sarebbe solo uno sfizio, vedremo tra qualche mese a che prezzi si trovano in giro e che alternative valide ci sono ( tra cui cinesi seri tipo xiaomi o simili).

      • Box2Tux #LinuxITA

        Ma quale onesto a 430€ si trova LG g4

        • alex

          Inutile confrontare il prezzo di listino con quello dei negozi, anche il nexus 6 era caro ma dopo un paio di mesi si trovava tranquillamente a prezzi accettabili.

        • SalvaJu29ro

          Intendevo in confronto ai listini iniziali dei top di gamma, io non spenderò mai in vita mia più di 350 euro per uno smartphone

      • ale

        Onesto quello del 6p, non del 5x, inoltre in america anche i prezzi degli altri telefoni sono più bassi perchè qua devi considerare l’IVA e tutto, comunque non so a chi pensano di venderlo a 699, a quel prezzo voglio vedere quanti si comprano un 6p che è pur sempre fatto da huawei o piuttosto un iphone 6s…

        Il 5x comunque ha lo stesso hardware del mi4c a parte fotocamera e sensore di impronte (inutile poi) ma il mi4c si trova già a 299 importato ma con garanzia italiana nella versione 32Gb e 3Gb di ram, ed ha anche un design migliore

        • alex

          c’è anche “android hub” che però bisogna vedere se in pratica è veramente utile a qualcosa. E il sensore di impronte non mi sembra proprio inutile, poi anche questo bisogna vedere come funziona.

          Naturalmente si, ci sono più che valide alternative a questo.

  • Andrew

    a me serviva uno smartphone Google anche per usarlo per sviluppare, ma sono rimasto abbastanza deluso questa volta. Il Nexus 5 era un buon smartphone, bastava migliorare i difetti e aggiungere qualche plus.

    • alex

      E’ esattamente quello che hanno fatto con il 5X, peccato che è salito anche il prezzo 🙂

    • EnricoD

      forse ti conviene prendere un nexus 6
      su alcuni forum tipo androidpolice e i maggiori android gira questo link

      http : // www . ebay . com/itm/Nexus-6-XT1103-Latest-Model-32GB-Unlocked-Smartphone/171945826282?rmvSB=true

      almeno sei sicuro di ricevere la prox release dopo la M

      Capisco che per sviluppare bisogna essere aggiornati e tenere una versione di android pura e funzionante in tutto e per tutto e questo puoi raggiungerlo solo con un Nexus, di certo non con rom o altri firmware custom…
      altrimenti devi andare sull’usato e vedere un n5, ma penso che la m sarà l’ultima release
      per versioni vecchie di android invece io uso manymo, un emulatore online che ha praticamente ogni versione di android prima di lollipop, ma è limitato ad un n° di emulazioni che ogni mese però viene resettato e ho un next per gingerbread e per kitkat il nexus 7 2012

      peccato che google non abbia pensato ad un nexus al di sotto dei 300, bastava poco
      in fondo sensori di impronte, usb e altre cose a che servono?
      io personalmente non le userei queste cose
      e manco della fotocamera, una da 8mpx basta , tanto che foto vuoi fare con uno smartphone?
      è pur sempre uno smartphone …
      l’unica cosa la batteria, come dici tu e il supporto alle microsd, quello sarebbe stato un passo avanti
      mi sembra che più si va avanti e più si riempiono gli smartphone di sensori e cose inutili per la maggioranza degli utenti, dovrebbero fare due versioni di uno smartphone, almeno uno sceglie
      fino al n5 ci si poteva avvicinare ai nexus ma dal 6… lasciamo perde

      • alex

        Si vede che non fai marketing Enrico! 🙂 piaccia o no oggi la gente vuole farsi i selfie e non solo serve una bella fotocamera ma addirittura ne serve una bella davanti… e poi non vorrai mica mangiare senza aver prima fotografato il piatto! 😀
        Sono cose che a noi fanno ridere ma questo si vende oggi…

        Comunque, a meno che non si parli di un appassionato che programma per passare il tempo, anche 500€ di investimento per una cosa che serve nello sviluppo mi sembrano il nulla… in qualunque lavoro si spende ben di più in un qualunque attrezzo!

        • EnricoD

          ci dovrebbero mette un sensore che rilevi queste cose e al posto delle fotocamere un accrocco che spara fasci di raggi gamma
          così una volta che te s’è ionizzato mezzo cervello ce pensi 3 volte prima di scattarti un selfie

          • alex

            ma no, poi diventano tutti verdi e incazzati come Hulk! 😀

          • EnricoD

            no, così diventano ancora più scemuniti e li possiamo riconosce più facilmente

  • RiccardoC

    una curiosità: quelli venduti in Europa saranno con microusb standard?
    Non è che magari è per quello che in Europa costano scandalosamente di più?
    Oppure fanno come la Apple e se ne infischiano?

    • luca

      hanno usb c

      • RiccardoC

        insomma è uno standard per modo di dire…

        • alex

          Perchè? è l’attacco che sta diventando il nuovo standard. Tutto si evolve e quindi anche gli standard di conseguenza…

          • RiccardoC

            ok ma ci sarebbe una legge europea, anche se appunto un po’ tutti se ne infischiano

          • alex

            Ricordo che c’era qualcosa sul caricabatterie, ma non so se poi era proprio legge ne esattamente cosa diceva. Lo scopo era di ridurre gli sprechi facendo in modo che lo stesso alimentatore andasse bene per tutto, ed in fatti per un po’ trovavi telefono senza caricabatterie (era il periodo in cui ogni aggeggio aveva il suo, magari anche ora ma almeno spesso ne puoi usare solo un paio per tutto volendo). Già il fatto che quello di cui parli ora è un connettore “tutto fare” probabilmente esce dal campo della legge, che poi pur nascendo anche da considerazioni giuste, ha in pratica poco senso visto il ritmo con cui la tecnologia cambia.

          • BlueRazor

            C’è (a meno di abrogazioni non pubblicizzate) una legge europea che impone l’utilizzo di una porta per la ricarica standard. Il punto è che gli standard si evolvono. Con l’arrivo dello standard USB 3.1 si è passati alle USB-C che se non sbaglio sono bifacciali (per la gioia di tutti gli utenti. A livello di ricarica non cambia niente (sempre 5V, amperaggio limitato dal caricabatterie), ma aumenta la velocità di trasferimento quando connesso a PC o altro.
            Comunque l’utilizzo dello stesso caricabatterie va fatto con criterio, ma l’utente medio non lo sa. Usare un caricabatterie da 1,5A progettato per ricaricare una batteria LiPo per ricaricare una vecchia Li-Ion, magari da 600mAh riduce la vita della batteria (calore > usura > minore durata).

        • luca

          il problema e che su n5x non ce il cavo usb normale per collegarlo al pc ora fanno come apple si compra a 15 euro

  • EnricoD

    per quale motivo uno dovrebbe pagare così tanto due padelle del genere?
    ho pagato poco piu della metà del n5x lo zenfone2 inclusa cover originale asus e microsd aggiuntiva
    non fatevi frega, c’è di meglio e a minor prezzo
    secondo me la serie nexus termina col n5 che ritengo un ottimo smartphone
    grandezza schermo perfetta e prestazioni bilanciate
    ce l’ho da quando è uscito e ancora funziona ed è integro , a parte la batteria che è un problema di android più che altro
    però tenendolo lontano dalle ROM e usando la factory image da quasi 1 anno oramai noto un netto miglioramento
    sono sicuro che con m sarà ancora meglio

    • alessia

      xiaomi mi4c

      • EnricoD

        xiaomi è una discarica di backdoors a cielo aperto
        mai nella vita

        • alessia

          basta una rom alternativa:)

    • alessia

      com e il raporto con modding del intel?

      • Federico

        Bruttino direi ahah
        Se vuoi fare modding, conviene utilizzare un telefono con processore Snapdragon, che rilascia i sorgenti e non ostacola gli sviluppatori (*coff samsung coff*)

      • EnricoD

        sinceramente non lo so perché sia io per il nexus5 sia mio fratello per lo zebfone2 non siamo più interessanti al modding …stock is better

        • Brau

          Lo Zebfone2? Perchè, l’1 era troppo lezzo? 😉

          • tomberry

            Aveva anche la comoda funzione liscia-mele.. 😛

    • Federico

      Ho il mio N5 da febbraio, preso usato da mio padre. La stock va bene, ma per me ha troppa roba inutile che non utilizzerei mai.
      In compenso, con rom moddate (ma basate su stock/aosp) ho una estrema leggerezza nonché una buona durata della batteria in rapporto alle prestazioni (e con MM è migliorata anche un altro po’).
      Infine concordo con te: questi due Nexus imho sono un po’ un flop qui da noi, lo Zenfone 2 è il best buy del momento. In alternativa, si potrebbe optare per un LG G4 in caso di offerta, che è praticamene un N5X migliorato come hw 🙂

      • EnricoD

        boh, alla fine un compilato aosp ha l’impatto che avrebbe una stock, parlando di OS
        sul bloatware basta disattivarlo , anche perché cancellandolo non si hanno grandi benefici a parte un po di memoria interna (roba di pochi mb tra l’altro di memoria dedicata all’os che di certo non usi per lo storage)
        il problema delle rom è che c’è un alto livello di homemade, avranno questa e quell’altra feature, OK, ma bisogna vedere se veramente sono utili e come sono implementate
        ad es il theme manager in cm è fonte di memory leaks e ha dei bug che possono ridurre le prestazioni (parole di Lesniak, uno dei pochi professionisti rimasti nelle community)
        tra l’altro molte propongono un modello nightly
        poi c’è il discorso gapps che si “rompono” nelle ROM perché in genere si vanno a togliere dei servizi (ad es ricerca aggiornsmento ota)nel sistema che sono richiesti dai play services .. e quando i services li richiedono perché programmati poi è l’ora dei wakelock, altri servizi che si interrompono, e quanto altro e le gapps arrivano a consumare anche il 40% del totale (esp personale, questa storia dei play services è documentata )
        poi la maggioranza hanno kernel moddati quando consigliabile è lo stock
        devo dire che con la stock dopo un po comincia a girare molto bene e la batteria arriva sulle 3h20 a schermo acceso che non è male
        poi si aggiornano le gapps da sole e non ho problemi (stanno intorno all’1% del totale)

  • rico

    Non capisco cosa ci facciano i Nexus in un sito dedicato a Linux e al software libero.
    L’unico collegamento è il kernel linux dei dispositivi android, cosa che google nasconde accuratamente.
    Non ho mai visto nel Play store un avviso tipo “Ehi, usiamo linux a sbafo per farci un sacco di soldi, solo che lo abbiamo rinchiuso nel nostro recinto!”.
    Bravi, avete raggiunto Apple, siete passati al lato oscuro.

    • EnricoD

      su questo sito sono state sempre presentate nuove versioni di android compresi i nexus

      • rico

        ciò non vuol dire che siano leggittimi, non sono linux e non sono open.

        • EnricoD

          vabbé , ma il blog è di Roberto , decide lui cosa scrivere
          se non ti interessa non cliccare direttamente
          alla fine è una notizia che riguarda android di cui qui se ne parla ogni tanto e non vedo quale sia il problema

          • rico

            il problema, come ripeto, è che android omai è come iOS, nè libero nè aperto, e ormai non è nemmeno linux: Sostenere che android “merita” perchè basato su linux è come dire che io sono Bill Gates perchè uso windows.

          • EnricoD

            perché? cosa ha in comune android con ios? spiegamelo
            aosp sta li cosi come i vari kernel linux dei vari nexus
            quindi non capisco

          • Luky

            Io non capisco perché quando faccio i miei commenti chilometrici non vengono mai postati. Uff.
            Beh, questi funzionano.

          • EnricoD

            pure a me quello sotto in risposta a Federico è andato in moderazione , è normale
            si vede che disqus ha adottato nuove misure , prima i link ora i commenti lunghi
            sai com’è , il web è pieno di gente che fa proselitismo o che fa astrusi ragionamenti sulla politica o altri temi in preda a deliri mistico-filosofici (anche qui ogni tanto) 🙂

          • Luky

            yep lo so ma purtroppo è come se fosse tutt’altra storia rispetto ai pc e nessuno lo sa

          • anche a me a volte capita… forse hai usato una qualche parola che ha mandato il commento in moderazione

          • android è libero fino a prova contraria… guarda AOSP… ovvero Android Open Source Project, e il kernel linux è sempre li presente… e puoi benissimo vederlo da ogni dispositivo andando nelle informazioni del sistema, che ti dice la versione del kernel in uso.
            quindi android è opensource, e android usa linux come kernel.
            poi se i produttori fanno modifiche e installano software proprietario è un altro paio di maniche ma android è comunque open source… per il mio xperia e3, sony rilascia AOSP e documentazione per installare AOSP sullo smartphone, quindi non capisco il tuo ragionamento quale sia.

          • Luky

            Volendo essere decisamente pignoli, quasi nessun android che utilizzate sui vostri cellulari sono completamente open, si vabbè, i sorgenti sul sito, fin qui ok.
            Ma fateci caso, la stragrande maggioranza di utenza android ha il play store installato e qui siamo già al primo tac, e sicuramente dico QUASI COMPLETAMENTE SICURAMENTE SICURO SICURISSIMO, avete blob proprietari per far funzionare cose come schede video, bluetooth, fotocamera etc.
            Morale della storia? La tiro così facendo una stima azzardata completamente a caso perché non so i dati… il 70% dei cellulari android non è completamente open. Un po come usare linux e installare driver proprietari di wifi/ethernet/scheda video/scheda audio e auguro in questo caso, povero chiunque sia sto cristo, buon botnet. Fidatevi che senza blob proprietari sul vostro android non funzionerebbe una ceppa.
            http : // redmine . replicant . us/ projects/ replicant/ wiki/ ReplicantStatus
            A parità di senso però anche iOS che usa una versione modificata di OSX (vi ricordo che kernel e alcune cose sono open anche li) ovviamente la UI e il resto son closed
            Ergo, installatevi replicant (trovate un cellulare compatibile) prima di dire che android, o il vostro android è completamente open
            (E comunque sì, per collegarsi al wifi android/ios/osx usano tutti wpa_supplicant giusto per fare un esempio h t t p : / / w1 . fi / wpa_supplicant / )

            E comunque rilasciano solitamente anche i blob proprietari come fa google col nexus 5 insieme ai sorgenti comunque…

          • Luky

            Volendo essere decisamente pignoli, quasi nessun android che utilizzate sui vostri cellulari sono completamente open, si vabbè, i sorgenti sul sito, fin qui ok.
            Ma fateci caso, la stragrande maggioranza di utenza android ha il play store installato e qui siamo già al primo tac, e sicuramente dico QUASI COMPLETAMENTE SICURAMENTE SICURO SICURISSIMO, avete blob proprietari per far funzionare cose come schede video, bluetooth, fotocamera etc.
            Morale della storia? La tiro così facendo una stima azzardata completamente a caso perché non so i dati… il 70% dei cellulari android non è completamente open. Un po come usare linux e installare driver proprietari di wifi/ethernet/scheda video/scheda audio e auguro in questo caso, povero chiunque sia sto cristo, buon botnet. Fidatevi che senza blob proprietari sul vostro android non funzionerebbe una ceppa.
            Vai a vedere sul sito replicant i dispositivi supportati.
            A parità di senso però anche iOS che usa una versione modificata di OSX (vi ricordo che kernel e alcune cose sono open anche li) ovviamente la UI e il resto son closed
            Ergo, installatevi replicant (trovate un cellulare compatibile) prima di dire che android, o il vostro android è completamente open
            (E comunque sì, per collegarsi al wifi android/ios/osx usano tutti wpa_supplicant giusto per fare un esempio )

            E comunque rilasciano solitamente anche i blob proprietari come fa google col nexus 5 insieme ai sorgenti comunque…

          • Luky

            spero si legga…

          • si ho letto cio che hai scritto….
            comuqnue cio che hai scritto non vuol dire niente… android è open source… poi se nei nostri smartphone abbiamo un sistema completamente open o no non importa… nemmeno le varie distro linux sono completamente open tranne alcune, perchè usano firmware non free oppure perchè ti installi i driver proprietari, ma questo non è che rende la distro closed, semplicemente installi driver o altro closed per poter utilizzare correttamente il pc.
            lo stesso discorso vale su android.
            android è open source PUNTO… le altre cose che vengono fornite insieme al tuo smartphone non fanno parte di android, sono roba a parte, installata dai produttori… nemmeno il playstore fa parte di android, ma è un software opzionale a parte non integrato nell’OS.

            come ti ho gia detto, l’os p open source, poi i produttori ci installano le loro app personalizzate, ci mettono lo store di google, poi qualcuno uso driver proprietari, ecc… esattamente come in ogni distro linux, abbiamo la distro open e sopra ci installiamo i driver (che possono essere closed o open), poi usiamo firmware per il vario hardware che può essere closed o open, poi ci installiamo i software che vogliamo noi, e anche questi possono essere open o closed.

            quindi non puoi dire che android non è open source solo perchè negli smartphone trovi preinstallato il play store e altre app non open, o perchè ci sono driver o altri firmware closed, perchè tutti questi sono elementi esterni all’os.

          • EnricoD

            per quanto riguarda i blobs proprietari te la dovresti prendere con Qualcomm o chicchessia, ossia chi sviluppa l’hardware, quindi GPU , sensoristica e quanto altro
            son loro che forniscono i driver e sono loro in realtà che decidono quando interrompere aggiornamenti di un telefono, cioé quando smettono di produrre driver aggiornato,per i nexus è così
            google si occupa di android, quindi di aosp
            Android di per sé , inteso come kernel e OS, è open
            poi è chiaro , ogni produttore, inclusa google, deve fornire dei servizi, i famosi bloatwares , e questo non deve sorprendere o indignare perché stiamo parlando di multinazionali (si possono sempre disattivare o mettere ROM aosp senza gapps) che devono vendere servizi e guadagnarci
            a me alcune app come il calendario, le note o gmail e altre non dispiacciono , anzi
            sulla replicant, io ci diedi uno sguardo ma non mi azzardarei mai a mettere una roba del genere
            innanzitutto supporta pochi telefoni e a quanto pare comunque usa versioni di android vecchie come base
            ok il discorso del software libero, open e quanto altro ma se uno oltre a tornare indietro, a versioni di android come la jellybean, si trova robottini moncati o non completamente funzionali (le caselle missing non sono molto rassicuranti) cosa ci ho guadagnato … ?
            secondo me non bisogna essere così esagerati , un telefono deve essere utilizzabile prima di tutto, e deve essere sicuro e aggiornato almeno per la sicurezza
            non so se questa replicant ci riesce, mi sembra qualcosa di molto arenato o che procede con molta inerzia
            sul playstore, alla fine fornisce una grande varietà di software , sia open che non, e vari proprietari…
            molti sono necessari, non saprei immaginarmi un mondo senza poweramp sinceramente:PP

          • Samael

            Non è aperto? Uhm, vediamo….
            A me risulta sia sotto licenza Apache 2.0, come scritto su

            h t t p s : / / source . android . com / source / licenses . html

            Wikipedia dice:
            Apache License
            Author: Apache Software Foundation
            Latest version: 2.0
            Publisher: Apache Software Foundation
            Published: January 2004
            DFSG compatible: Yes
            FSF approved: Yes
            OSI approved: Yes
            GPL compatible: Yes (version 2.0 is compatible with GPL v3, but 1.0 & 1.1 are incompatible.)
            Copyleft: No
            Linking from code with a different license: Yes

            Toh, ma guarda. Non solo è approvata dalla Open Source Initiative (e già tanto basta per renderlo Open Source), ma è anche approvata da Debian e dalla Free Software Foundation.
            È pure compatibile con la GPL, quindi si può fare mixing di codice, ed è considerabile una licenza libera.

            Uhm, due sono le cose: o non sai minimamente di cosa parli oppure quelli della OSI e della FSF sono degli idioti.
            Io penso più la prima.

            Poi: Android non è Linux? Ne sei proprio sicuro?
            A me risulta che il kernel non sia cambiato, ma anzi con Android 5 usa pure lo stesso formato binario per le applicazioni.

            Tra l’altro da quando su LFFL bisogna solo parlare di software libero?
            Sul blog si parla di notizie relative al mondo Linux, ergo TUTTO ciò che direttamente o indirettamente lo riguarda è pertinente.

      • ale

        OT per il chimico: hai risolto il quiz nel sito per marshmallow? C12H22O11+C7H8N4O2 🙂

      • paolo

        giusto!

    • ale

      Se per questo ci sono anche articoli sull’uscita di nuovi iphone o di nuove versioni di windows, non è che perchè parli di linux non puoi scrivere di importanti novità anche su altri sistemi

  • Matteo

    N5X un altro telefono senza senso.
    Bastava prendere un N5, aggiornare leggermente l’hardware e METTERE UNA BATTERIA DECENTE.
    Mi terrò il mio N5 stretto fino a quando non faranno un cellulare che merita di essere comprato.

  • Davide Dallara

    nexus 5x cornici talmente ottimizzate male che è grande come il moto x play che monta uno schermo da 5.5 pollici

  • heron

    per dirla alla sio
    sono arrivati i nuovi nexus cinqueks e seip

  • andrea6

    Bestseller Amazon.it

    Moto G 3 Gen, Memoria 16 GB, 2GB RAM

    • Pablo_Cron

      Preso, e va alla grande. Del resto sullo smartphone mica ci devo giocare a Crysis!

  • fedefigo92

    Che palle che siete su questo blog…android é basato su kernel linux ed é open source infatti ci sono tantissime rom per tantissimi smartphone android e puoi moddarlo come vuoi.
    Siete sempre a dire o mio dio se non é senza software proprietario come debian non é linux!
    Invece lo é e senza quello potete rinnegare linix a pochi nerd che vogliono compilarsi il driver per la stampante perché se é open é meglio anche se in veritá é peggio

  • le ultime ” figate” si pagano : porta Usb-C , Android 6.0 ….

  • Tuxino

    Non sono minimamente ai livelli del vecchio Nexus 5.
    P.s. Lffl con ste verifiche …………

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